NElla stanza 26
Album: © Warner Bros
  Notte di febbraio
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  Cri
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Instabile
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Fumo
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Attimi
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Nella stanza 26
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Sei
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Ancora un giorno di te
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Serenità audio
Contro le mie ombre audio
L'amore con il suo caleidoscopio di sentimenti: l'amicizia, la solidarietà, il coraggio, la comprensione, la nostalgia, gli affetti… e perfino la rabbia, quando la fiamma di un amore smette di ardere apparentemente senza una ragione. È questo il fil rouge che unisce le dieci canzoni dell'album "Nella stanza 26", in uscita il 17 novembre su etichetta Warner Music, prodotto dallo stesso Nek assieme ad Alfredo Cerruti e Dado Parisini.
« "Nella stanza 26" è il mio decimo disco: l'ho concepito in armonia con la mia crescita umana e artistica, assecondando il mio istinto senza alcuna limitazione. È una sorta di concept album sulle tante sfaccettature dell'amore, perché sono uno stimolo a regire di fronte a qualsiasi difficoltà e a portare avanti, per faticoso o leggero che sia, il peso della nostra esistenza, che a volte ci appare tremendamente complicata, ma in realtà è bellissima e vale la pena di essere vissuta con entusiasmo e coraggio in ogni singolo attimo».
Nelle dieci tracce del cd "Nella stanza 26" si ritraccia l'inconfondibile impronta pop-rock di Nek e una ricerca musicale accurata che ha impreziosito il disco con suoni caldi e avvolgenti. Anche la voce di Nek è al servizio della sonorità: nel primo singolo "Instabile", per esempio, è stata registrata più bassa per fare in modo che si fondesse con gli altri strumenti. In questa canzone per la prima volta il trentaquattrenne artista di Sassuolo canta in falsetto (un esperimento ripetuto con uguale successo nel brano "Serenità") e per lui sono una novità anche i cori imponenti (che ritroviamo in "Sei") con fino a 18 voci sovrapposte e tutte cantate da Nek.
«Ho messo particolare attenzione nella ricerca dei suoni più caldi e più vicini al pop, che sono la via più naturale per comunicare in diretta le mie emozioni. Mi sono sforzato di sviluppare la musica diversamente, in modo che la gente possa scoprire qualcosa di nuovo in ogni mio disco. "Nella stanza 26" prosegue il viaggio introspettivo che avevo accennato nel cd "Le cose da difendere" del 2002 e avevo iniziato seriamente nel precedente cd "Una parte di me": voglio dare libero sfogo ai miei istinti, ai miei dubbi, alle mie paure, alle mie insicurezze. Solo cantando quello che piace a me, senza lasciarmi suggestionare da ciò che gli altri si aspettano, posso essere totalmente credibile".
Nek è protagonista dell'album "Nella stanza 26" nella doppia veste di autore di alcune canzoni e di orgoglioso interprete di altre concepite totalmente da Andrea Amati e Daniele Ronda: «Andrea ha scritto "Fumo" e "Serenità": ci siamo "annusati" collaborando in "Contromano", il secondo singolo del cd "Una parte di me", e fra noi è nato un feeling istantaneo. È stimolante anche il rapporto con Andrea, già mio autore per "Almeno stavolta": in questo disco ha composto "Cri" riuscendo ad affermare senza l'uso di frasi taglienti che vale la pena di soffrire per le persone davvero importanti».
Sul fronte delle liriche, il singolo "Instabile" raffigura alla perfezione le molteplici coniugazioni del verbo amare: «La canzone descrive un momento di solidarietà verso una persona a cui si vuole bene e che sta vivendo un periodo difficile: è possibile alleviare il suo fardello facendosi carico di parte del peso del suo dolore. Il testo può essere rivolto a chi si ama come all'amico: la chiave di lettura è l'atteggiamento di condivisione nei confronti di qualcuno che ha un problema e ha bisogno del nostro aiuto».
Le canzoni di Nek si intendono autobiografiche perché rispondono ai segnali inviati a Filippo Neviani (il suo vero nome) dalle persone che entrano nella sua vita, magari soltanto attraverso una lettera come nel caso della ragazza che ha ispirato l'emozionante e incalzante brano "Nella stanza 26": «Fra le lettere arrivate al fanclub ne ho trovata una anonima di una ragazza dell'est, che mi ha raccontato la sua triste realtà: per mantenere la famiglia è costretta a prostituirsi. Non ha aggiunto altro e non mi ha più scritto: evidentemente in quel momento sentiva semplicemente la necessità di sfogarsi con qualcuno e sono contento che abbia visto in me un amico, seppure sconosciuto, con cui confidarsi. Non potendo fare altro, io ho cercato di condividere il peso del suo dolore (è il concetto espresso nel singolo "Instabile") dedicandole questa canzone, nella quale immagino un finale di libertà da questa schiavitù.


sito aggiornato a luglio 2009